AGOSTO

Agosto, mese delle vacanze e del riposo, è l'ottavo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano. Anticamente chiamato sextilis, il mese fu rinominato augustus dal Senato romano, nell'anno 8 a.C., in onore dell'imperatore Augusto, dal quale prende il nome anche il ferragosto (feriae Augusti). Sempre il senato aggiunse un giorno alla durata, levandolo a febbraio, per renderlo uguale a luglio (dedicato a Cesare).

In natura segna la fase di raccolta in particolare del grano, come suggerisce il fatto che gli antichi romani avevano consacrato il mese a Cerere, dea delle messi e della vegetazione.

Nei 31 giorni che lo compongono sono compresi i cosiddetti “giorni della canicola” (dal 24 luglio al 26 agosto) durante i quali il caldo e l’afa raggiungono i livelli più alti. “Canicola” viene dal latino canicula, “piccolo cane”, nome dato alla stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore, che in questo periodo sorge prima del Sole. 

I Cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo il 15 del mese, noto come giorno di Ferragosto e ispirata a un’antica festività romana.

Per studiosi e appassionati di fenomeni celesti, è imperdibile la celebre notte di San Lorenzo, o “delle stelle cadenti”. In quella data - convenzionalmente il 10 agosto ma che spesso slitta ai giorni successivi - si verifica il suggestivo fenomeno degli sciami meteorici: una pioggia di meteore che entrando a grande velocità nell’atmosfera terrestre si disintegrano in tanti piccoli corpi luminosi.

Il filosofo Anassagora pensava che fossero pezzetti di Sole, per Aristotele erano fenomeni della bassa atmosfera, mentre Seneca pensò: “Sicuramente stelle non sono, perché altrimenti verrebbero a mancare nel cielo”.

Il fenomeno delle stelle cadenti ha sempre affascinato chiunque ma oggi è noto che sono dei sassi a cadere dal cielo. Piccoli come granelli di sabbia ma a volte grandi anche fino a un metro, di tipo roccioso, metallico o di composizione mista. 

Scudo spettacolare l’atmosfera terrestre frena e brucia, quasi sempre del tutto, questi proiettili cosmici (viaggiano a decine di migliaia di km/h!) rendendoli visibili come stelle cadenti. Ma se le dimensioni originali superano qualche decina di cm, può capitare che essi riescano a raggiungere il suolo. Si parla, in questo caso, di meteorite.

Che cosa sono le stelle cadenti? Sebbene si parli di "stelle cadenti", le Perseidi sono in realtà tutt'altro: detriti (polveri e ghiaccio piccoli come granelli di sabbia, ma anche grandi un metro) abbandonati dalla cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole e che la Terra, nel suo annuale giro intorno al Sole, attraversa intorno a luglio agosto di ogni anno. 

La cometa Swift-Tuttle è transitata vicino al nostro pianeta nel 1992 e non ripasserà fino al 2126, quando - se le previsioni sono corrette e verranno confermate - dovrebbe essere visibile a occhio nudo quanto la cometa Hale-Bopp nel 1997.

"Cadono" a 59 km al secondo. Un meteoroide (come viene chiamato un detrito roccioso nello spazio) tipico delle Perseidi  viaggia a circa 214.365 km/h (59 km al secondo) quando colpisce l'atmosfera terrestre. L'evaporazione provocata dall'attrito produce scie luminose (chiamate meteore) lunghe fino a 20 km e perfettamente visibili per alcuni secondi anche a occhio nudo.

La maggior parte delle Perseidi sono minuscole, delle dimensioni di un granello di sabbia, ed è molto raro che qualche oggetto più grande sopravviva all’ingresso nell’atmosfera e arrivi fino a toccare terra (nel qual caso viene definito meteorite).

La maggior parte dei frammenti sono visibili quando sono a circa 97 chilometri dal suolo.

Perché si chiamano perseidi? Questo sciame meteorico, uno dei più spettacolari e rilevanti tra tutti quelli incontrati dal nostro pianeta nella sua orbita intorno al Sole, deve il suo nome al fatto che tutte le scie sembrano provenire dalla stessa direzione, all'interno della costellazione di Perseo (tutti gli sciami meteorici prendono il nome dalla costellazione da cui le meteore sembrano arrivare). Nel caso delle Perseidi tendono ad arrivare da Est.

 

La guida per osservare le stelle cadenti. Ma quali sono i consigli per godersi al meglio lo spettacolo?

 

  1. FUGGIRE LA LUCE. Per prima cosa appostarsi in un luogo lontano da fonti di luce (riflessi di edifici illuminati, periferie cittadine, svincoli autostradali, discoteche...), in una zona dove non vi siano interferenze con il cielo, perché le meteore possono arrivare da qualunque direzione.
  2. METTERSI COMODI. Anche per questi motivi è meglio essere sdraiati piuttosto che seduti. In questo modo l’osservazione è più comoda e piacevole. Il picco è previsto nelle prime ore del mattino, ma già da dopo mezzanotte si dovrebbero vedere numerose stelle cadenti.

  1. ARMARSI DI PAZIENZA. Un altro consiglio, un po' meno scontato, è di avere pazienza, poiché gli occhi hanno bisogno di un po' di tempo, fino a mezz'ora, per adattarsi al buio e vedere meglio ciò che accade nell'oscurità del cielo (la cosa migliore, quindi, è essere anche in buona compagnia).
  2.  NON GUARDARE IN UN POSTO SOLO (E SOPRATTUTTO NON LO SMARTPHONE). Telescopi o binocoli sono inutili: permettono di osservare una porzione di cielo troppo piccola e le probabilità di vedere una meteora o un bolide si riducono notevolmente, Meglio lasciare correre gli occhi, senza fissarsi su alcuna zona specifica della volta celeste (ma è sempre meglio orientarsi verso nord est, dalla cui direzione arrivano le meteore. Evitate anche di guardare lo smartphone perché rovina la visione notturna e i vostri occhi poi si dovranno riabituare al buio.

  3. PER GLI AMANTI DELLA FOTOGRAFIA. Per chi vuole scattare foto, il consiglio è di utilizzare un cavalletto e un ISO molto alto, con apertura massima e breve esposizione. Per chi ha un intervallometro, è bene impostarlo su scatti continui e sperare di essere molto fortunati.

LE LACRIME DI SAN LORENZO. Ma cosa c'entra san Lorenzo con le Perseidi? E perché di esprimono i desideri? L'evento celeste, osservato per la prima volta nel 36 d.C., cade proprio a ridosso della data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo, arso vivo su una graticola ardente il 10 agosto del 258 d.C.

Per questa coincidenza temporale, le stelle che cadono nella notte di San Lorenzo rappresenterebbero le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, eternamente vaganti nei cieli ma che scendono sulla Terra ogni 10 agosto. 

Da qui la credenza popolare secondo cui tutti coloro che ricordano il dolore del Santo guardando le sue “lacrime” potranno veder realizzato un loro desiderio.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.

Approfondisci