« Maggio risveglia i nidi,

maggio risveglia i cuori;

porta le ortiche e i fiori,

i serpi e l'usignol. »

(Giosuè Carducci, Rime nuove, Maggiolata, vv. 1-4)

Maggio è il quinto mese dell'anno secondo il calendario gregoriano e il terzo e ultimo mese della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, consta di 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Nella cultura cristiana maggio è il mese dedicato alla Madonna con particolare utilizzo della devozione del Santo Rosario.

A questo mese è legata la tradizione dell'Albero della cuccagna o Albero di Maggio.

L'antico nome latino Maius potrebbe derivare dalla dea romana Maia, dea della terra nonché dell'abbondanza e della fertilità

Ricorrenze del mese di Maggio:

1 Maggio Festa dei Lavoratori

13 Maggio Festa della Mamma

 

1 maggio, perché si festeggia?

 

Il «Quarto Stato» realizzato da Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 e conservato al Museo del Novecento di Milano

Il «Quarto Stato» realizzato da Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 e conservato al Museo del Novecento di Milano

 

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. La Festa del Lavoro — anche chiamata dei lavoratori — che lo celebra ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce infatti a Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea viene lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito nella capitale francese (l’intento dell’organizzazione, nata dalle ceneri della prima Internazionale era quello di coordinare l’attività di tutti i partiti nazionali collegati con il movimento operaio, ndr). Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore.

 

«8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia.

Perchè questa data?

A far ricadere la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro represso nel sangue: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

Il ricordo in tutto il mondo

L’iniziativa divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il Primo maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi. Tranne che, negli Stati Uniti, dove il «Labor Day» si festeggia il primo lunedì di settembre. La festività ebbe origine in Canada in ricordo delle rivendicazioni del cosiddetto «Movimento delle nove ore».

Una curiosità?

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891. Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto «Natale di Roma» (nel 1947, quando si riprese a festeggiarlo il Primo maggio, la celebrazione venne repressa nel sangue a Portella della Ginestra). Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani.

 

Festa della mamma

Ogni anno celebrata in tutto il mondo la seconda domenica di maggio.

La figura della madre concepita come origine della vita di ogni essere, è sempre stata il fulcro di ogni cultura e di ogni religione. Nel mondo antico le comunità greche, prima dell’avvento dei miti e delle divinità dell’Olimpo, veneravano una sola dea: Potnia. La Grande Madre era raffigurata come una figura femminile abbondante nelle forme: rappresentava la fertilità e la vita. Con l’avvento del politeismo la Madre fu incarnata nella Titana Rhea, sposa di Crono e madre di Zeus, Poseidone e Ade. A lei gli Elleni dedicarono un giorno di festeggiamenti ogni anno.

Anche i Romani celebravano la loro Dea Madre (o Madre Terra), era Cibele, la madre di Giove, Giunone, Nettuno, Cerere e Plutone. In suo onore nel mese di maggio, il mese dei fiori, venne instituita la “Floralia”, un’intera settimana di festa. Con l’avvento del cristianesimo la Madonna sostituì Cibele e diventò oggetto di culto fin dalla nascita della Chiesta.

Nei tempi moderni il primo paese a introdurre un giorno di festa dedicata alla mamma fu l’Inghilterra della rivoluzione industriale. Il “Mothering Sunday”, che cadeva in una data mobile di marzo, ebbe origine per dare la possibilità a chi lavorava nelle dimore dei ricchi, di tornare a casa e trascorrere un giorno intero con la propria madre portandole fiori e regali.

Fu poi la volta degli Stati Uniti, dove la mamma comincia a essere festeggiata nel 1914grazie ad Anne M. Jarvis. La donna, rimasta orfana insieme alla sorella cieca Elsinore, chiese con insistenza al Congresso che venisse designata un giorno dedicata alle madri (il “Mother’s Day”), in modo che tutti i figli potessero dimostrare attenzione e amore alla madre finché questa era in vita.

In Italia la Festa della Mamma nasce in Liguria e precisamente a Bordighera. Siamo nel 1956 e Raul Zaccari, il sindaco di allora (nonché deputato), insieme all’amico Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia, decidono di istituire una giornata per ricordare quanto importante fosse la figura della mamma. L’idea venne accolta con calore e l’anno dopo anche il parroco di Tordibetto di Assisi, in Umbriadon Otello Migliosi, sostenne la festa, sottolineandone il valore religioso.

La sua ufficializzazione avvenne nel 1958 con un disegno di legge proposto in Senato dallo stesso Zaccari. L’iniziativa suscitò un grosso dibattito: alcuni parlamentari temevano “inopportuno che sentimenti così intimi siano oggetto di norma di legge” e temevano che la celebrazione della festa potesse “risolversi in una fiera della vanità”. Ma Zaccari ebbe la meglio e oggi, ogni seconda domenica di maggio, tutti quanti possiamo festeggiare le nostre meravigliosi madri.

 

 


Pubblicata il 02 maggio 2018