La predisposizione del Piano annuale delle attività dei docenti rientra tra le prerogative del Dirigente Scolastico e nell'ambito del suo potere organizzatorio; tuttavia la sua determinazione non è un atto unilaterale tant'è che lo stesso D.Lgs. n.150 del 2009 (cosiddetto decreto Brunetta) emanato in attuazione della Legge n.15 del 2009, ha lasciato invariate le competenze spettanti agli organi collegiali.

L'art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001 dedicato esclusivamente ai dirigenti delle istituzioni scolastiche non risulta essere stato modificato da nessun intervento del legislatore; i commi 2 e 4 indicano che “il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istruzione, (…) . Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione”(comma 2); “spetta al dirigente l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale”(comma 4).

Il Piano che formalizza gli obblighi di lavoro dei docenti, di natura collegiale, complementari e funzionali alle attività di insegnamento, è deliberato dal Collegio dei docenti, “nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa.

Di norma la prassi che concretizza l’approvazione degli impegni relativi a tali attività funzionali, ex art.29 del contratto, avviene all’inizio dell’anno scolastico; consuetudine vuole che tale adempimento sia espletato, a settembre, solitamente nelle prime riunioni collegiali e come espresso nel comma 4 dell’art. 28 del CCNL 2006/2009, comunque“prima dell’inizio delle lezioni”.

 

Il Piano annuale delle attività prevede ai sensi dell’art.29:

  • fino a n.40 ore annue per la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative;
  • fino a n.40 ore annue per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse, di intersezione; si precisa che la programmazione di tale monte orario deve tener conto dei docenti con un numero di classi superiori a sei. Sugli impegni rientranti in tale quota, il comma 3, lett. b) dell'art.29 specifica che “gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti” , qui il riferimento implicito sembrerebbe ancora l'art. 7 del D.Lgs. n.297 del 1994 già citato; la necessità di dover definire tali criteri potrebbe rivelarsi utile ai fini di una migliore organizzazione. Parimenti si rammenta che anche il Consiglio di Istituto, ai sensi dello stesso decreto, comma 3 lett. d) art.10, ha competenza nel definire i criteri generali per la programmazione educativa nella quale si inseriscono anche tutte le attività dei docenti funzionali all'insegnamento (le riunioni collegiali servono a monitorare l'andamento didattico-educativo lungo tutto l'anno scolastico). Ritorna quindi l'assunto che la determinazione del piano annuale non può non rispettare le competenze degli organi collegiali così come previsto dall'art.16 del D.P.R. n.275 del 1999 e dall'art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001.
  • Si ricorda che rientra nelle attività funzionali all'insegnamento lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione. Tali attività non sono computate nelle 40 ore.

Il calendario è inoltre disponibile in formato PDF. Diviso per mesi, il documento fornisce uno sguardo sinottico e un’interessante scansione temporale, segnalando iniziative, festività, incontri pomeridiani con i docenti, scrutini.


Pubblicata il 21 aprile 2017